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Velocizzare calcificazione frattura

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Prima di capire come velocizzare la calcificazione di una frattura, cerchiamo di capire come può avvenire e in quali tipologie si divide. La frattura di un osso, nella maggior parte dei casi, è provocata da un trauma, come ad esempio una caduta o una lesione sportiva.

Le fratture possono essere classificate in due modi:

  1. Diretta e indiretta
    • Diretta: frattura localizzata nel punto esatto del trauma
    • Indiretta: frattura che si colloca in un punto diverso dall’area colpita
  2. Composta, scomposta ed esposta
    • Composte: le due sezioni di osso rimangono al loro posto
    • Scomposta: i frammenti di osso sono posizionati in aree diverse rispetto alla loro posizione originaria
    • Esposta: l’osso, lacerando la pelle, fuoriesce dalla stessa

I sintomi di una frattura e come riconoscerla

Sono pochi i sintomi associati ad una frattura. Di solito si avverte un intenso dolore, deformazione visibile della parte interessata dal trauma e impossibilità nel muovere l’arto fratturato. A questi sintomi possono aggiungersi anche il gonfiore e la comparsa di ematomi.

Cosa fare in caso di frattura

Se la frattura non presenta la fuoriuscita dell’osso, e quindi non si tratta di frattura scomposta, la prima cosa da fare è, quando possibile, immobilizzare l’arto compromesso. L’obiettivo è quello di impedire movimenti che potrebbero peggiorare la frattura, senza però compromettere la circolazione. La fasciatura, quindi, dovrà essere eseguita in modo che sia stretta ma non troppo. Se ci sono lesioni è preferibile lasciarle scoperte, fasciando le parti adiacenti alla ferita.

In quanto tempo si calcifica una frattura

I tempi di calcificazione ossea si aggirano mediamente tra i 30 e i 60 giorni, in base a diversi fattori:

  • Tipo di frattura
  • Percorso di cura intrapreso
  • Età del paziente
  • Condizioni di salute del paziente
  • Tipo di osso fratturato

Riguardo all’ultimo aspetto indicato, basta fare un esempio per rendere il discorso più chiaro: una frattura alla mano può guarire in circa 40 giorni, mentre per una frattura alla gamba possono volerci anche più di 60 giorni. In questo periodo di tempo si formerà il callo osseo che risalderà insieme le parti ossee che si sono rotte.

Quelle elencate poco fa sono le tempistiche cosiddette “cliniche” per cui una frattura può considerarsi guarita.

Durante il periodo successivo il callo subisce costanti trasformazioni fino alla formazione di un tessuto osseo quasi identico a quello precedente alla frattura. Questo processo può durare circa un anno e mezzo.

Come velocizzare la calcificazione della frattura

Oltre al riposo e a una corretta alimentazione ci sono altri modi con cui si può velocizzare il processo di calcificazione di una frattura. Tra questi troviamo l’Osteotron, un trattamento basato sugli ultrasuoni a bassa intensità e grazie al quale si accelera la riparazione di una frattura. L’applicazione è semplice e si può effettuare in autonomia come e quando si vuole, basta utilizzarlo circa 20 minuti al giorno. L’Osteotron riesce ad avere buoni risultati sia con fratture fresche sia con fratture degenerate in pseudoartrosi.

Come dormire con una frattura

Tutti i pazienti in queste condizioni hanno sempre molte domande, ma ce n’è una che li accomuna tutti: come devo dormire con una frattura? Ovviamente molto dipende dall’arto interessato da questa problematica ma in ogni caso il consiglio è sempre lo stesso: bisogna dormire con l’arto fratturato sopraelevato. Questo fa sì che il sangue circoli meglio, evitando così che l’arto si gonfi ulteriormente.

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